La flessografia
La flessografia è un procedimento di stampa relativamente recente, caratterizzato da rapidi mutamenti e adatto soprattutto per la stampa degli imballaggi e per le lavorazioni paragrafiche. La stampa flessografica come la conosciamo oggi nacque negli anni Venti del secolo scorso negli USA e originariamente veniva chiamata stampa all'anilina per via dei coloranti con cui era composto l'inchiostro utilizzato all'epoca. Negli anni successivi tale denominazione cadde sempre più in disuso, per cui tra i produttori statunitensi si fece una votazione. Nell'ottobre 1952, infine, nell'ambito del 14th Packaging Institute Forum fu reso noto che tale procedimento di stampa in futuro doveva essere chiamato "flessografico".
Le lastre flessografiche, comparvero per la prima volta all'inizio degli anni Settanta.
In ogni parte del mondo i consumatori vengono sempre più influenzati dalla grafica degli imballaggi, e tendono in misura crescente a:
utilizzare la forma, il colore e la progettazione grafica di un imballaggio per identificare e mettere in evidenza un determinato marchio
valutare i prodotti in base al loro packaging
prendere la decisione in merito all'acquisto nel punto di vendita, dove il packaging è lo strumento promozionale prioritario
Per reagire a questa evoluzione i produttori di beni di consumo si vedono costretti ad operare in misura crescente con più illustrazioni grafiche, più colore, qualità più elevata, tirature minori.
Per un numero sempre maggiore di applicazioni nel settore dell'imballaggio la flessografia offre il miglior equilibrio tra qualità, flessibilità e costi - spesso nettamente migliore che nel caso della stampa offset o della calcografia.
Grazie alle più recenti tecnologie e risorse siamo in grado di realizzare insieme a voi i vostri obiettivi!
Approfondimento
La flessografia è un procedimento di stampa rotativa diretta nel quale vengono impiegate forme rilievografiche elastiche in gomma o in materiale fotopolimerico. Le lastre vengono montate su cilindri o su maniche di acciaio in macchine flessografiche costruite in funzione delle applicazioni specifiche. L'inchiostro viene trasferito mediante un rullo anilox o dosatore sulla lastra e quindi da quest'ultima sul supporto da stampare.
In generale si distinguono, secondo la disposizione degli elementi stampanti, i seguenti tipi di macchine da stampa flessografica: quelle ad elementi sovrapposti, quelle a tamburo centrale e quelle ad elementi in linea.
Il gruppo di inchiostrazione anilox costituisce l'elemento centrale del procedimento di stampa. Nel rullo dosatore anilox sono incisi milioni di minuscoli alveoli (detti anche cellette), che trasferiscono l'inchiostro dal calamaio alla lastra da stampa. La dimensione degli alveoli determina la quantità di inchiostro depositata sulla lastra. Quanto minore è il numero degli alveoli tanto più grande è la loro profondità, e tanto maggiore sarà la quantità di inchiostro trasferita. L'eccesso di inchiostro intorno agli alveoli viene rimosso durante la rotazione del rullo anilox.
Nelle macchine da stampa di più vecchia costruzione tale compito è affidato a gruppi inchiostratori a due rulli; tra le evoluzioni più recenti in questo campo vanno annoverate la racla con inclinazione negativa e la racla a camera, che consentono una più precisa distribuzione dell'inchiostro.
La lastra da stampa trasferisce l'inchiostro sul supporto, che può essere di tipo assorbente o non assorbente. In una macchina con elementi sovrapposti (detta anche stack-type) il supporto è convogliato da una stazione di stampa, dove viene fatto passare tra il cilindro di pressione e il cilindro portaforma, a quella successiva. In corrispondenza di ogni stazione viene applicato un colore.
Gli inchiostri flessografici essiccano molto rapidamente tra una stazione di inchiostrazione e quella successiva, per cui l'inchiostro umido può essere depositato senza problemi su quello già essiccato.
Il procedimento più recente impiegato nella stampa di imballaggi è la flessografia, che impiega una lastra flessibile in materiale fotopolimerico o in gomma, riproducente in rilievo il soggetto da imprimere. Nel procedimento flessografico il trasferimento di inchiostro avviene mediante un rullo anilox inciso o un rullo retinato.
Negli ultimi 20 anni la flessografia è stata caratterizzata da un'enorme evoluzione - passando da un procedimento di stampa di bassa qualità a quello caratterizzato dalla pregiata qualità grafica che conosciamo oggi. Tale evoluzione è riconducibile ai miglioramenti apportati alle macchine da stampa e alle lastre fotopolimeriche, nonché alla contemporanea evoluzione degli inchiostri da stampa e dei sistemi anilox.
I Vantaggi
La rapida crescita della quota di mercato della flessografia è spiegabile per il fatto che essa risponde in maniera ideale ai requisiti del mutato mercato dell'imballaggio: quest'ultimo è infatti caratterizzato da tirature più limitate, da più illustrazioni grafiche, da una qualità più elevata, da normative ambientali e disposizioni di legge sempre più severe - fattori a cui si aggiunge anche l'attesa pressione sui costi.
I principali vantaggi offerti dalla flessografia al settore dell'imballaggio rispetto ad altri procedimenti di stampa si possono riassumere come segue:
la flessografia può essere impiegata sui più svariati supporti di stampa, assorbenti e non
anche nel caso di basse tirature si rivela efficiente sul piano dei costi
consente una stampa rapida e precisa con velocità di 300 m/min o superiori
è in grado di utilizzare una vasta gamma di inchiostri da stampa, tra cui inchiostri a base acquosa, inchiostri a base di solventi e inchiostri a UV
le forme rilievografiche presentano un'elevata resistenza alla tiratura, che può raggiungere vari milioni di copie
le macchine flessografiche sono in grado di stampare lunghezze di ripetizione variabili
è possibile stampare su film estensibili senza perdita del registro
la lavorazione in linea consente di eseguire le operazioni di stampa, fustellatura e finissaggio in un solo passaggio in macchina.
Inoltre i costi di investimento ed i costi operativi delle macchine flessografiche sono spesso nettamente inferiori a quelli delle macchine offset e rotocalco. Dato che il procedimento flessografico è particolarmente indicato per piccole tirature, e poiché le operazioni di cambio lavoro si svolgono più rapidamente e con tempi di preparazione più brevi, nei mercati globalizzati un numero sempre maggiore di acquirenti di imballaggi punta sulla flessografia per la stampa e le lavorazioni cartografiche relative ai propri marchi globali a livello regionale.